Gli stili di birra nel mondo

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gli stili di birra

Guida agli stili di birra presenti nelle varie nazioni

Quattro ingredienti per tantissimi stili di birra: scopriamo insieme i più famosi

Un bel boccale di birra si sa, è la bevanda perfetta: è adatta alle più svariate occasioni, dal rilassarsi sul divano dopo una dura giornata di lavoro, ad una serata con gli amici o mentre si mangia una pizza. La sua versatilità, l’ha resa una delle bevande più amate in tutto il mondo, anche perché ne esistono di moltissimi tipi, per la maggior parte ignorati da gran parte della popolazione. La sua storia è antichissima, diverse fonti testimoniano che era già presente nell’Antico Egitto, eppure gli ingredienti di base sono semplicemente i soliti quattro: acqua, orzo, luppolo e lievito, i quali, tramite svariati tipi di ricette e aggiunte, hanno dato vita ad una quantità di stili di birra davvero impressionante. Tutti gli stili di birra sono stati suddivisi da uno specifico ente, il BJCP (Beer Judge Certification Program), che con le sue linee guida è riuscito a porre in qualche modo ordine ad un panorama quasi infinito. Vediamo, suddivise per nazioni, quali sono gli stili di birra più famosi.

Germania

La Germania è la regina: questo Paese ha dato i natali al maggior numero di stili di birra, ben 23, rendendo la proposta molto ricca e varia, pur restando fedele ai tradizionali quattro ingredienti. Le zone più attive in questo senso sono senza dubbio la Franconia e le città di Colonia, Dusseldorf e Lipsia, capaci di resistere all’omologazione del mercato industriale. Gli stili di birra più diffusi sono:

  • Helles: birre a bassa fermentazione, tipiche di Monaco di Baviera, ha un grado alcolico tra il 4,5% e il 5,5%, con un gusto vicino a quello delle pils, ma con un minor sapore di luppolo e malto;
  • Kilsch: birre ad alta fermentazione di colore dorato, tipiche della città di Colonia, in media hanno il 4,8% di alcol con un sapore leggermente fruttato e debolmente amaro, sono inoltre anche oggetto di indicazione geografica protetta (IGP);
  • Pils: originarie della Baviera, ma molto diffuse anche in Repubblica Ceca, sono lager che si distinguono per il forte sapore di luppolo;
  • Marzen: birra a bassa fermentazione, più forte della media delle lager, necessita di temperature inferiori a 10 gradi durante il processo di birrificazione, è la birra distribuita durante l’Oktoberfest di Monaco.

Ovviamente esistono molti altri stili di birra in Germania, per motivi numerici abbiamo inserito le più diffuse, tuttavia sono degne di nota anche le tre birre classificate come “Historical“: le Lichtenhainer (tipiche della Turingia), le Roggenbier (che si distinguono per la presenza di segale) e le birre salate di Lipsia.

Regno Unito

Il Regno Unito, unendo le tradizioni di Inghilterra e della Scozia, propone 22 stili di birra, che lo rendono così la seconda nazione in questa classifica. Dall’Inghilterra provengono:

  • le variazioni di Bitter (Ordinary, Best, Strong): birre ad alta fermentazione, dal colore tra il dorato e l’ambrato scuro e di gradazione alcolica che può variare tra il 3% e il 7%;
  • le numerose variazioni di Stout (Sweet, Oatmeal, Tropical, …): birre scure ad alta fermentazione che si contraddistinguono per un uso più o meno marcato di malto d’orzo tostato o di orzo tostato;
  • India Pale Ale: appartenente all’ampia categoria delle Pale Ale, sono birre ad alta fermentazione, prodotte tradizionalmente con malti e luppoli inglesi, caratterizzate dall’amarezza bilanciata dal dolce di malti caramellati e una dose alcolica tra il 5,5% e il 7%;

Anche qua la lista potrebbe continuare per parecchio con altri amati stili di birra come le Porter, le Golden Ale o le Mild.

Per quanto riguarda le scozzesi, sono tutte variazioni della classica Scotch Ale, birre ad alta fermentazione, che prediligono l’utilizzo di particolari ceppi di lieviti e alte temperature durante il processo di produzione.

Stati Uniti

Le linee guida del BJCP sono fortemente filoamericane, per questo, nei soli Stati Uniti sono stati classificati ben 21 stili di birra. È doveroso dire che la maggior parte di questi sono rivisitazioni di stili anglosassoni, in particolare della India Pale Ale (American Pale Ale, American IPA, Double IPA, …), altri però sono effettivamente di origine statunitense, tra cui:

  • Cream Ale: birre chiare a fermentazione ibrida, ovvero ad alta fermentazione ma con un usuale utilizzo di lieviti a bassa fermentazione, famose per la lor facilità di bevuta, caratteristica che le rende ottime per le giornate estive;
  • California Common: realizzate attraverso la fermentazione di lieviti per lager, ma a temperature di fermentazione per ale;

A queste vanno poi aggiunti molti altri stili, principalmente variazioni di Porter e IPA.

Altre nazioni

Grandi potenze birraie sono anche presenti in Belgio, Repubblica Ceca e Irlanda.

Il Belgio, in particolare, offre una gran quantità di birre, raggruppate in 14 diversi stili. La catalogazione della sua tradizione però, non rende giustizia alla reale ricchezza della proposta, a causa di definizioni veramente molto vaghe, come nel caso della Belgian Strong Ale, stile in cui ricade la maggior parte di birre prodotte nel territorio. Altri famosissimi stili autoctoni del Belgio sono le Blanche, le Saison, le Tripel.

Altri stili di birra sono disseminati in giro per il mondo: dalla Vienna Lager in Austria, alla Bière de Garde francese, o l’Australian Sparkling Ale. In Italia abbiamo un solo stile certificato, ovvero l’Italian Grape Ale, caratterizzate dalla presenza di uva, che dona alle birre di questo stile un sapore fruttato, rendendole quasi anello di congiunzione con il vino.