Birra artigianale fatta in casa: tutti i segreti per fare la birra

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Birra artigianale

Una delle grandi passioni di sempre del genere umano, è indubbio, è la birra. Una delle bevande alcoliche più diffuse al mondo da tempi lontani, la birra è ormai da anni tornata a essere un prodotto che gli estimatori più convinti possono fare “homebrew”, ovvero in casa. Complice internet, la facilità di reperire i mezzi e non in ultimo la ricerca del “sapore perfetto”, la birra artigianale fatta in casa è diventato ufficialmente un hobby diffuso e facilmente realizzabile.

Birra fai da te: come fare la birra in casa

Un domozimurgo (il nome italiano per i produttori di birra fai da te casalinghi) ha tante possibilità per avere il proprio prodotto fermentato e può scegliere ormai fra diversi sistemi.
Uno dei primi è sicuramente quello dei “kit con estratto luppolato”, ovvero dei kit con tutto l’occorrente per ottenere le prime birre da preparati comunque poco personalizzabili. L’idea di fondo è che siano un “cancello d’ingresso” al mondo della fermentazione e siano quindi da considerare primi passi per poi arrivare all’homebrew vero e proprio, con ricette personalizzabili e tutto quello che può spingere qualcuno a intraprendere quest’hobby. Si può comunque raggiungere sicuramente livelli più alti di una comune birra da supermercato e aggiustare le quantità di acqua, zucchero, lievito e il resto.
Altro metodo è quello dell’EG, o E+G, cioè estratto e grani. A differenza del kit, qui c’è solo estratto di malto non luppolato a cui va aggiunto lievito, luppolo e grani speciali senza eccedere, i quali contribuiranno al sapore e al colore della birra.
Nel caso dell’EG è facile notare come la qualità sarà sicuramente più alta dei kit e di molte altre birre in commercio ed è possibile cambiare gli ingredienti per personalizzare le ricette. Le uniche richieste sono qualche attrezzatura specifica (qualcosina in più rispetto quello che offrono i kit) e un po’ di esperienza.
Ultimo (e più difficile) sistema è quello del “All Grain”. Il processo in questione è praticamente la versione casalinga di quello che viene seguito in un birrificio tradizionale e prevede che l’aspirante birraio usi malto in grani ed estragga dai grani gli zuccheri necessari alla fermentazione, preparando il mosto.
Non serve dire che fra i tre processi, quello da cui poter trarre la propria, veramente personalizzata, birra artigianale fatta in casa è indubbiamente l’ultimo.

I software per gli homebrewing

Gestire il processo di fermentazione richiede una certa “timetable”, oltre che una pazienza piuttosto ampia per i processi come l’All Grain. Per gestire i tempi e calcolare le dosi di acqua di mash, sparge, la stima dell’IBU e altri valori, i software per l’homebrewing tornano estremamente utili.
Ce ne sono davvero tanti, specie sotto forma di app per cellulari (in particolare Android) e non è raro, se qualcuno segue tutorial su youtube, vedere che anche alcuni “pro” usano questi software per gestire diversi valori delle proprie birre artigianali.
Alcuni dei software più usati sono:

  • Beersmith
  • Brewonline
  • Brewplus
  • Brewer’s Friend
  • Calcoliamobirra

Degno di nota è che alcuni di questi programmi sono solo in lingua inglese, ma basta memorizzare qualche termine per essere a posto. Inoltre, alcuni di quelli in lista offrono soltanto un numero limitato di ricette (come Brewer’s Friend) o funzioni limitate. Tuttavia i costi non sono alti e a volte (proprio come nel caso di Brewer’s Friend) se c’è una limitazione di ricette da salvare, basta semplicemente trasferirle su un foglio Excel o copiarle a mano, così da non perdere la possibilità di usare l’app. Il costo è comunque piuttosto contenuto, c’è da ricordare.

Come creare un impianto per homebrewing

Tolta di mezzo la teoria, c’è da parlare ovviamente della fase pratica: come creare l’impianto. Ovviamente nel caso dei kit non c’è bisogno di pressoché nulla, in quanto solitamente arriva tutto insieme. Nel caso però già del processo EG, allora il discorso si amplia e diventa necessario acquistare almeno alcuni utensili, fino ad arrivare alla necessità, nel caso si voglia il processo completamente personalizzato, di costruire un vero e proprio impianto casalingo.
Da ricordare sempre che la birra artigianale fatta in casa deve rispettare comunque i processi di abbattimento dei batteri e quindi saranno necessari alcuni strumenti riportati qui di seguito, i quali possono essere reperiti già comprati e fatti, oppure con pazienza e un minimo di manualità, realizzare artigianalmente:

  • Refrigeratore per Mosto
  • Portadamigiane
  • Tino di ammostamento
  • Tino di filtrazione.
  • L’hop back
  • Mescolatore (o agitatore)
  • Kegerator

La spiegazione è presto fatta: il refrigeratore per mosto è disponibile in molti modelli, da quello a immersione, a quello a piastra, quello con serpentina… ognuno ha i suoi “pro” e “contro” ed è importante che si consideri bene l’acquisto e se è il caso di fare prove con ognuno per vedere con quale vi trovate meglio.
Il portadamigiane (e alzadamigiane) è letteralmente un carrello per portare i pesi senza bisogno di slogarsi polsi o rovinarsi spine dorsali. Facilita essenzialmente il trasporto ed evita che per una damigiana ci si debba improvvisare Mister Olympia.
Il tino di ammostamento è uno dei pezzi fondamentali dell’impianto, trattiene le giuste temperature, mentre il tino di filtrazione è ovviamente per la filtrazione della birra così da non far rimanere troppe impurità al momento del “travaso”, anche se ovviamente ci sono vari sistemi per far sì che la birra venga filtrata mentre fermenta.
L’hopback è un filtro creato appositamente per permettere al mosto caldo, appena mescolato, di passare attraverso del luppolo fresco e solitamente è un altro accessorio fondamentale per la riuscita di una buona birra.
Il mescolatore o agitatore, non serve dirlo, è letteralmente ciò che mescola l’impasto del mosto. A meno che, come sopra, non si abbia come obiettivo di concorrere a Mister Olympia, non è saggio mescolare per un’ora o più e automatizzare il processo è estremamente importante per la salute, ma in realtà anche per mantenere la giusta velocità costante.
Il kegerator, infine, altro non è che un frigorifero adibito a tenere la birra in contenitore sotto pressione di CO2 così da mantenerla fresca e carbonata anche per mesi.

Dove acquistare un impianto per homebrewing

Come già detto, è possibile costruire molti dei componenti in maniera “DIY” (Do It Yourself) e potrebbe essere una buona idea se volete un design particolare o i prezzi sembrano troppo alti… tuttavia ci sono alcuni siti (oltre a negozi di ferramenta a cui rivolgersi) specializzati proprio sui componenti di impianti di birra.
Oltre all’abusato Amazon, ci sono siti specifici dove trovare tutto ciò che riguarda l’homebrew. MRMALT, BIRRAMIA, PINTA, NINKASI, CANEVARIBIRRA, BREW UK, BEER&WINE… in realtà la lista è molto più lunga, ma questi sono alcuni consigliati per via della grande varietà d’ingredienti e forniture.
Quindi c’è solo da sceglierne uno e cominciate a costruire la scalata per diventare mastri birrai!